Lettoscrittura e metafonologia: un legame imprescindibile

La METAFONOLOGIA è alla base dell’apprendimento della lettoscrittura. Molti insegnanti della primaria fanno metafonologia (anche se magari non ne sono del tutto coscienti). Alcuni (forse pochi) insegnati della scuola dell’infanzia inseriscono attività metafonologiche nel percorso di propedeutica alla lettura (percorso del quale, come vedremo, la metafonologia costituisce tassello imprescindibile).

Diamo prima qualche definizione: la fonologia è la descrizione dei suoni che fanno parte di una lingua (i fonemi), che tutti utilizziamo parlando; la metafonologia è la scoperta, il riconoscimento e la categorizzazione di questi suoni da parte del bambino.

Nel percorso di apprendimento della lettoscrittura, il riconoscimento dei suoni (e la successiva associazione con i grafemi) ne costituisce la base. Tutte le teorie descrivono questa tappa (chiamata fonetica) e le neuroiscienze ne hanno dato conferma.

Questa tappa è all’interno di un continuum che va da una fase prefonetica e una post-fonetica.

Vediamo velocemente queste tappe, basandoci sulla teoria elaborata negli anni ’70 da E. Ferreiro e A. Teberosky (ma ancora attualissima):

  1. fase presillabica (2/3 anni): il bambino distingue tra disegno e scrittura, è la fase degli scarabocchi e della riproduzione di alcune lettere
  2. fase sillabica (4/5 anni): il bambino fa corrispondere una sillaba a ogni grafema. La sillaba, infatti, costituisce l’unità sub-lessicale più semplice da identificare. Il bambino comincia cioè ad analizzare le parole in suoni (al momento ancora raggruppati in gruppi sillabici, più facili da pronunciare)
  3. fase fonetica (alfabetica) (5/6 anni): il bambino fa corrispondere un suono ad una lettera (grafema)
  4. fase ortografica (7/8): il bambino impara le regole grammaticali che permettono la conversione, ad esempio nella lingua italiana, tra i 30 fonemi e le 21 lettere.
  5. fase lessicale (+8 anni): il bambino diventa bravo a leggere le parole nel suo insieme, costruendosi un lessico visivo.

Come aiutare i bambini a progredire in questo percorso, in particolare nel delicato passaggio dalla fase presillabica, sillabica e fonetica? Quali competenze si nascondono dietro a questi passaggi cognitivi, che corrispondono a concrete modifiche neuronali?

Con la metafonologia, si indica al bambino la “via” per l’apprendimento della lettoscrittura, aiutandolo a decentrarsi dal significato per analizzare le unità linguistiche che usiamo tutti i giorni (le parole) in insieme di suoni, di per sé privi di significato.

Quali sono nello specifico le competenze metafonogiche?

Esse si distinguono in competenze superficiali (o globali), profonde (o analitiche) e sovrasegmentali.

Le prime riguardano le prime analisi sublessicali del bambino e sono:

  1. dividere le parole in sillabe
  2. contare le sillabe
  3. distinguere tra parole lunghe e corte
  4. identificare e riconoscere la sillaba iniziale
  5. identificare e riconoscere le rime
  6. identificare e riconoscere la sillaba finale
  7. riconoscere la presenza di sillabe interne

Le seconde riguardano l’analisi fonetica, che costituisce la capacità di percepire, all’interno della struttura fonetica della sillaba, i fonemi che la compongono:

  • identificare e riconoscere il fonema iniziale
  • identificare e riconoscere il fonema finale
  • riconoscere la presenza di un fonema nella parola
  • segmentare le parole in fonemi o fondere fonemi in parole

Le ultime riguardano particolari effetti fonetici, ovvero:

  1. riconoscere la sillaba accentata (accento)
  2. riconoscere la lunghezza dei suoni (doppie)
  3. distinguere l’intonazione (punteggiatura)

Acquisite queste competenze metafonologiche il bambino effettuerà in modo semplice e quasi automatico la corrispondenza fonema-grafema, avviandosi verso la successiva tappa ortografica.

È evidente, dalla scansione temporale delle fasi, che si dovrebbero occupare di metafonologia sia gli insegnanti della primaria che quelli dell’infanzia e che, anzi, un buon percorso metafonologico potrebbe essere alla base di un curriculum verticale tra i due ordini di scuola, con la possibilità di comunicare tra colleghi le competenze già acquisite e quelle da acquisire.

Bibliografia:

Dahaene s., I neuroni della lettura, Raffaello Cortina Editore, Milano 2007

Ferreiro E., Teberosky a., La costruzione della lingua scritta nel bambino, Giunti Barbera, Firenze 1985

Dott.ssa Valenzano Emanuela, Linguista

Pubblicato da Maria Michela Sebastiani

Pedagogista, titolare dello Centro Pedagogico Linguistico di Torino

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